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56° Palio di San Pietro: terzi PDF Stampa E-mail

Questa volta ho deciso di frenare l'indole istintiva e di scrivere l'articolo sulla "gara che vale la stagione" un giorno abbondante dopo la fine della gara.

Ieri (24 Giugno 2011) ai bagni San Nazaro in Corso Italia, e' andata in "onda" (visto il mare si puo' proprio dire cosi') il 56° palio marinaro di San Pietro - Citta' di Genova, l'appuntamento che conclude il trittico dei palii genovesi del sedile fisso. Ci siamo arrivati come campioni uscenti dall'anno scorso, lo abbiamo detto in tutte le sale per 362 giorni. Ci siamo arrivati con un 1° ed un 2° posto nelle due gare precedenti. Le aspettative, i giornali, i pronostici...tutto era su di noi. E su Sturla "Urania", e su Nervi "Murcarolo" che, sapevamo bene, avrebbe calato il "poker di assi" solo per la gara piu' sentita seguita e, mediaticamente, piu' importante. E proprio questi, insieme al rione di Quinto, come da pronostico, sono stati i protagonisti della giornata, decisasi in una finale bella ma non combattuta come l'anno scorso, perche' regolata da, e' oggettivo, una prova eccexzionale dei ragazzi di Sturla Vernazzola che ci succedono, con pieno merito, come campioni di Genova.

Batteria 1, che culo!

Usciamo nella prima batteria con gli eterni rivali di Sturla (le batterie di palio di ponente e levante li abbiamo sempre avuto contro) e con due equipaggi "improvvisato" (Foce che schierava dei categoria ragazzi e Sampierdarena che aveva un mix di atleti ed ex atleti per far numero).

Ed infatti dopo una partenza a braccetto insieme a Sturloa, abbiamo fatto il vuoto, "spalettando" allegramente insieme a loro per meta' gara abbondante, guadagnandoci la finale. La seconda batteria vedeva, Nervi favorita (a bordo giusto per conoscenza Enrico Perino, campione d'italia assoluto nel due di coppia del sedile scorrevole 5 giorni prima e Marco Fabbi, campione di Italia 2010 nel doppio di sedile fisso con l'altro fratello Perino, Paolo), che senza troppa fatica agguanta il primo posto, ed un Quinto che regola senza troppi problemi il Sestri (LNI Sestri Ponente) orfana di uno dei fratelli Gentile, Giorgio, impegnato per problemi di lavoro. Il quarto rione (S.Ilario) era un altro equipaggio misto ed improvvisato per far numero.

Finalissima, che tensione!

Io posso solo dire lo stato d'animo mio personale e quello che vedevo negli occhi dei miei compagni: in Daniele (Siviero) la solita compattezza e serieta', poca tensione in apparenza ma chissa che pensava dentro. Dario che in realts' era il piu' realista di tutti, aveva pronosticato poi il risultato finale prima di salire in barca. Luca P che, forse piu' di tutti, sentiva la responsabilita' di salire nella barca che tutti davano come favorita, dovendo sostituire il nostro pezzo da novanta, Ruggero. Ed io che, come sempre, soffro queste situazioni da morire. In piu' con tutti i rumor ed il chiasso mediatico, interviste, foto e giornaliste che ci stanno intorno. Temevo lo Sturla perche' hanno una remata piu' da sedile fisso, ed una maggiore agilita'.

La finale e' stata una prova non tra le migliori di questa stagione per noi, complice di sicuro un mare un po' cosi', un 'assieme un po' cosi' e dei giri di boa un po' cosa'...Ma come si dice...l'anno prima tutto bene, quest'anno...un po' per uno in braccio a papa'! E cosi' ci troviamo attaccati sin da subito al duetto al comando, senza aver mai troppa luce. Al secondo giro di boa siamo due secondi in ritardo sull'Urania che da li in poi compie un vero miracolo: tenersi dietro quelle 4 bestie del Nervi. Il terzo giro di boa lo sbagliamo sia per una traiettoria poco azzeccata che per la solita eccessiva foga del sottoscritto, ma rimaniamo comunque a poca luce di distanza dal Nervi, a sua volta a poca luce dallo Sturla. Quinto e' piu indietro e non da noie per il terzo posto, ma seppure il nostro serrate sia stato generoso, non basta per colmare un gap di circa 8 secondi dai neo'-campioni di Genova.

Tornando a prendere l'auto, dopo le premiazioni, guardavo proprio davanti alla spiaggia della societa' Schenone Foce, e pensavo che proprio li io, Ruggero, i due Danieli (Siviero a capovoga e Biondi al timone) e Tomaso, 4 anni prima, avevamo fatto la nostra prima gara di canottaggio correndo per il Voltri.

Quell'anno l'obiettivo era cercare qualche volta di superare le batterie. Quel giorno, a quella gara interregionale di gozzo, come tante altre volte in quell'anno, non fu cosi'. Ruggero anzi, perse ben due volte il remo durante la batteria e nel recupero! L'anno successivo riuscivamo quasi metodicamente a classificarci in finale, e qualche secondo e terzo posto a volte arrivava, come lo "storico" 3° poso al San Pietro del 2009. L'anno successivo siamo andati a podio sempre tranne in sporadiche occasioni (come i campionati assoluti) e vincemmo il San Pietro 2010. Quest'anno penso a quanto mare abbiamo percorso per commentare un terzo posto al palio del San Pietro come un risultato minimo, anzi, minimizzante rispetto al consueto a cui pian piano ci siamo abituati a raccogliere nelle acque del canottaggio a sedile fisso.

E penso partendo da questo presupposto, dall'amarezza per non vedere piu' in camera mia il batacchio del trofeo Andrea Doria e dal volto risoluto di Dario e dalla rabbia di Luca e i Danieli, di ripartire. Ripartire come atleti ma soprattutto ripartire come societa'. Con un nuovo inquadramento. Con delle persone che ci diano una mano. Con un allenatore vero.

Dario, prprio lui, quello che fa lo scemo 23 ore al giorno, ha detto questa cosa ai due ragazzi amareggiati (Luca P e Daniele B): "per come ci siamo allenati, per come siamo seguiti, per non avere alcun supporto tecnico alle spalle se non la buona volonta' di chi ci aiuta a curare il gozzo (ndr Tomaso), questi tre piazzamenti sono un miracolo sportivo".

Chi dve ne tragga conclusioni, io penso solo a remare meglio. E sono sicuro che al meglio non c'e' proprio limite...

 

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