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Tutti sotto col..remoergometro... PDF Stampa E-mail

il movimento ergometrico

Dopo due intense settimane, soprattutto week-end, passati a ristrutturare e ripulire completamente la palestra sociale, la squadra seniores e la squadra giovanile ha cominciato Lunedì 8 Ottobre ufficialmente la stagione sportiva 2013, inziando il programma di allenamento proposto dal mister Agostino Bignone. Al DT Tomaso Priano il compito di far rispettare il duro lavoro, aerobico e di esericizi per la massa muscolare, ai ragazzi più giovani. Così, tra km di simulazione di vogata sul remoergometro e decine di kg sui vari attrezzi per il potenziamento muscolare, è cominciata la preparazione invernale dei campioni di Genova 2012.

Ma in cosa consiste l'allenamento al remoergometro?

Molto spesso si fa confusione, ma in realtà, nell'ambito del canottaggio, il remorgometro altro non è che uno strumento di potenziamento aerobico e muscolare utilizzato, soprattutto nei periodi autunnali e invernali di preparazione e pre-agonistici, per allenarsi al movimento della voga pur non uscendo in barca. Nato in formati molto rudimentali già a partire del '800, e perfezionato nei moderni "Concept II" a partire dagli anni '70, il remoergometro consente la simulazione della vogata "di coppia" (con due remi) grazie ad una catena, legata ad un manubrio che simula la presenza dei remi, attaccata ad una ventola che simula la resistenza dell'acqua durante la fase di "passata" della remata. La resistenza può essere impostata come valore tra 1 (minima) e 10 (massima) regolando il "drag": una levetta che aumenta o diminuisce la quantità di superficie della ventola a diretto contatto con l'aria. Esso è inoltre dotato di un mini-computer che fornisce informazioni in merito al numero di colpi (SPM, stroke per minute), i metri percorsi, i watt per palata generati ogni singolo secondo insieme alla velocità istantanea (ogni seconda) espressa in "tempo medio sui 500 metri". Sulla base di questo computer i ragazzi possono impostare lavori basati sul tempo (countdown) o sulla distanza (percorsi).

Tipicamente nella parte di preparazione invernale, si tende a privilegiare un allenamento per fare "fondo", ovvero tanti km a poche palate al minuto, lavoro che poi si trasforma avvicinandosi verso la stagione delle gare in percorsi di 1500 o 2000 metri fatti al massimo dei colpi.

Parallelamente in autunno ed inverno, i canottieri curano la massa dei muscoli maggiormente coinvolti nella vogata: dal "motore" delle gambe, ai pettorali ed i dorsali che si portano dietro le braccia durante la fase terminale della passata e del finale.

Gli allenamenti in questo periodo sono circa 4/5 per i più grandi e 3 per i più piccoli. A corredo del lavoro aerobico "di fondo" sul remoergometro e del lavoro di massa muscolare con la pesistica, è certamente l'allenamento con la corsa: sedute nelle quali si cerca di aumentare la propria resistenza e migliorare quindi l'efficenza del sistema cardiocirolatorio, cercando di massimizzare la capacità del nostro organismo di utilizzare nel gesto atletico la maggior parte di quel 21% di Ossigeno presente nell'aria che ognuno di noi ingloba con ogni respiro e che ci consente di trasformare l'energia chimica inglobata nel nostro corpo in energia cinetica.

 

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